Venerdì 29 Aprile 1994


Nel pomeriggio di Venerdì 29 Aprile inizia la seconda sessione di prove libere; è una giornata ventosa e molti piloti avvertono questo fastidio.
Ayrton nei tempi parziali ottenuti al mattino risulta il più veloce in pista con 1:21:598 mentre Damon Hill, suo compagno di squadra, è staccato di oltre un secondo.

Il sole splende sulla scocca delle Williams e nei box regna una calma plateale. Ezio Zermiani, storico inviato RAI, passeggia con il suo microfono davanti ai box britannici a caccia di una dichiarazione del brasiliano riguardante i primi due disastrosi Gran Premi di inizio stagione. Un testacoda ed un ritiro; non proprio i risultati che ci si aspetterebbe da un tricampione mondiale.
Coglie quindi l’occasione per ricordare alla televisione italiana l’incidente di Jean Alesi, il pilota francese militante alla Ferrari, avvenuto in alcuni test al Mugello che gli han provocato lo schiacciamento di alcune vertebre e lo stop anche per il Gran Premio di San Marino. Maledetta annata; Alessandro Nannini prenderà il suo posto, per questa gara tutta all’italiana.

La timidezza iniziale nei confronti della pista viene sciolta quasi subito ed iniziano a girare vari piloti, tra cui Morbidelli, Martini e Bernard, mentre anche sugli spalti il vento sembra meno fastidioso messo a paragone con l’eccitante rombo dei motori. Le macchine spanciano e le scintille colorano l’asfalto come fuochi d’artificio esplosi in un festoso Capodanno.
Scende in pista Ayrton e la sua macchina è nervosa come il suo stato d’animo; durante la mattinata non ha risparmiato accidenti per nessuno. Ne ha avuto uno persino rivolto al suo connazionale, Fittipaldi.

D’altronde quel tedesco lì, Schumacher, sembra troppo bravo e la sua macchina risulta essere troppo perfetta. Dove tutti perdono aderenza lui passa senza problemi; Ayrton sa che non è possibile, quella monoposto deve avere qualcosa di diverso dalle altre. Forse proprio nel primo anno in cui sono state messe al bando le sospensioni attive, la Benetton di Schumacher ha qualche aiuto elettronico? Ma nessuno vuole aprire una indagine o una inchiesta, anche se a chiederlo è proprio il triCampione brasiliano.

Probabilmente questi sono i suoi pensieri, mentre giù alla variante bassa chiude il suo primo giro con 1:22:430. Supera allora il tamburello a piena velocità e l’attenzione degli spettatori Imolesi si sposta in un’altra parte del circuito: un rumore sordo e lo stridere di metallo piegato; il rumore di un incidente.
E’ Rubens Barrichello, il brasiliano non ancora ventiduenne e pupillo di Ayrton, che ha chiuso i primi due Gran Premi della stagione con un promettente quarto e terzo posto.

Ore 13:14 circa, Rubens alle prese con un giro veloce, entra all'ingresso della Variante Bassa; velocità stimata: 230 Km/h.
L'auto, complice il cedimento della sospensione posteriore sinistra a seguito di un urto su un cordolo, allarga la traiettoria e quando Barrichello cerca di correggerla sbanda via a destra e va a montare sul cordolo esterno; purtroppo quest'ultimo è leggermente rialzato rispetto all'erba e la Jordan ci salta sopra come su un trampolino. L' auto decolla di lato e va a schiantarsi, a mezza altezza, sopra alla fila di gomme poste a protezione del muretto eretto al termine della via di fuga, scivola sulle gomme, atterra di muso sull'erba, si ribalta e, compiendo due giri completi, si adagia sul suo lato sinistro. Uno schianto terribile, esaltato da un replay che rende la Jordan simile a un proiettile impazzito che vola sulla pista.

Bandiera rossa, prove ferme. Senza alcuna grazia, l’auto viene adagiata sulla pancia da due commissari di pista. Arriva Sid Watkins, il medico storico della FIA, e cerca immediatamente di estrarre il pilota dall’abitacolo; Rubens sembra aver perso i sensi e grazie all’aiuto dello staff medico viene trasportato al pronto soccorso dell'autodromo.

Dopo appena 15 minuti di prove libere tutti i piloti sono nei box a riflettere su quanto appena accaduto, mentre i commissari di pista portano via quello che resta della Jordan incidentata.

Ayrton Senna è scosso dall’incidente; torna ai box Williams, si toglie il casco e corre nel pronto soccorso dell’autodromo per andare ad accertarsi delle condizioni di Rubens. Accerchiato dai giornalisti, dice testuali parole, in quella che sarà la sua ultima dichiarazione pubblica:

“Sta bene, sta bene, si è preso uno spavento. E’ un po' sotto choc ma sta bene. Non ha nulla di rotto all’apparenza, parla normale…”

Rubens non ricorda nulla dell'incidente ed è costretto a rinunciare al Gran Premio: ha una costola incrinata, il naso rotto, tagli sulla bocca e una forte contusione al braccio. L’unico ricordo che ha (e che riporterà poi nel giorno seguente alle televisioni) è quello di essersi svegliato con Ayrton vicino che lo osservava.

Ripartono le prove e Damon Hill nella variante bassa va in testacoda; la Williams, senza le sospensioni attive, non vuole proprio saperne di stare in pista. Brundle, nello stesso punto dove Rubens ha appena rischiato la vita, perde il controllo dell’auto e va a finire sul prato. Fortunatamente non accade nulla, se non un altro testacoda che vede la sua conclusione nel muretto laterale.

Le prove finiscono con Ayrton in prima fila insieme al giovanissimo Michael Schumacher e con un’aria di tensione, come se ci fosse l’attesa di un qualcosa di più grande...

Clicca sulla McLaren per leggere Sabato 30 Aprile 1994 !